Palazzo Mezzanotte a Milano: borsa, storia, interni

Palazzo Mezzanotte a Milano: borsa, storia, interni

Il Palazzo Mezzanotte, noto anche come Palazzo della Borsa, è un edificio monumentale del XX secolo che si affaccia su piazza Affari, nel centro di Milano.

Centro della vita finanziaria nazionale poiché sede di Borsa Italiana, è stato testimone dei momenti più importanti della storia economica della città e di tutto il Paese. Si chiama Palazzo Mezzanotte in omaggio a Paolo Mezzanotte, l’artista che ne progettò la struttura.

Situazione della Borsa prima di Palazzo Mezzanotte

La prima Borsa del commercio di Milano venne istituita nel 1808 con il Decreto di Napoleone Bonaparte. La sede venne individuata nei locali del Monte di Pietà. L’anno successivo venne trasferita a Palazzo dei Giureconsulti, in Piazza Mercanti, in uno spazio di appena 250 metri quadrati che presto si rivelò insufficiente.

Le crescenti attività finanziarie avevano reso in breve tempo la Borsa di Milano la più importante d’Italia, tanto che presto si rese necessaria una nuova sede. La Borsa venne trasferita all’inizio del XX secolo in un nuovo edificio in Piazza Cordusio.

Nel dicembre del 1925 venne acquistato Palazzo Turati di via Meravigli e l’area compresa fra la stessa via e la retrostante piazza San Vittore al Teatro per trasferirvi le Borse milanesi. Presto però l’architetto Paolo Mezzanotte, che aveva l’incarico di trasformare il palazzo, dovette sviluppare un progetto per costruirne uno nuovo, appunto Palazzo Mezzanotte.

Storia del palazzo

Progettato dall’architetto Paolo Mezzanotte nel 1927, i lavori di costruzione del palazzo ebbero inizio nel 1929 sui resti di un teatro romano scoperti durante gli scavi che ne ritardarono la costruzione.

Su una delle pareti esterne del palazzo è apposta una lapide che mostra la mappa di quelle rovine. Il palazzo venne completato nel 1932 e quando venne inaugurato fu definito l’edificio più tecnologico per quel periodo in Italia.

Infatti, Palazzo Mezzanotte fu il primo edificio ad adottare un pulsante di chiamata singolo che teneva sotto controllo più ascensori, aveva anche l’aria condizionata e il più grande display elettrico del Paese dove venivano aggiornate in tempo reale le quotazioni azionarie.

La facciata dell’edifico è alta 36 metri, è realizzata in marmo e travertino, decorata con sculture eseguite da Leone Lodi e Geminiano Cibau e unisce sia lo stile architettonico del novecento che quello del neoclassicismo.

Interni del palazzo

All’interno del palazzo si trovano gli scavi romani con i resti dell’antico teatro di età imperiale e nell’area semi interrata si possono ammirare le decorazioni in ceramica a parete che ha disegnato l’artista Giò Ponti.

Il palazzo ospita anche quella che era chiama sala delle grida, definita così perché gli uomini d’affari gridavano a squarciagola le loro offerte per l’acquisto e la vendita delle azioni.

La Sala delle grida è una stanza illuminata da una rete di una certa grandezza collocata al soffitto, che raffigura le costellazioni nella sfera celeste. Dagli anni ’90 in poi la situazione cambiò, soprattutto da quando tutte le attività finanziarie cominciarono ad essere svolte da un terminale remoto mediante la rete.

La stanza delle grida venne dunque abbandonata e non ebbe più la funzione per cui era stata istituita. Ad oggi vi si tengono solamente delle conferenze.

La statua L.O.V.E al centro della piazza

Impossibile da non notare è la gigantesca statua del dito medio situata al centro della piazza, proprio di fronte al palazzo. La scultura realizzata da Maurizio Cattelan nel 2010 è definita L.O.V.E., acronimo per Libertà, Odio, Vendetta, Eternità.

Si tratta di un’opera in marmo di Carrara e il gesto del dito medio manda un messaggio inconfondibile ai banchieri italiani, una sorta di sfregio alla finanza milanese.

In realtà le altre dita non sono flesse e appaiono tagliate, ma questo non cambia l’effetto del messaggio. La scultura doveva essere un’installazione temporanea ma il Comune nel 2013 l’ha acquistata e ne ha confermato la collocazione permanente in piazza degli Affari.

Redazione