Fasce porta bebè, perché sceglierle

Fasce porta bebè, perché sceglierle

Vi siete mai incuriositi guardando una mamma con il suo bambino nella fascia porta bebè, chiedendovi che sensazioni provi? L’uso delle fasce porta bebè nasce da una tradizione antica e si va diffondendo sempre più. Quali sono i motivi del suo successo?

Solo negli ultimi anni si è riscoperta la possibilità di trasportare il neonato così, tenendolo legato al corpo della mamma. Si chiama baby-wearing o, in italiano, portare. È una pratica coinvolgente e ricca di effetti benefici, sia per il genitore che per il neonato. Scopriamo quali.

Cos’è la fascia porta bebè

Iniziamo con una breve descrizione di cosa siano esattamente queste fasce e di come si indossino. La versione più semplice è una striscia rettangolare di tessuto, lunga fino a 5 metri, che viene posizionata secondo una tecnica precisa e consente di trasportare comodamente il piccolo, sul corpo del genitore. La fascia dev’essere abbastanza lunga da poter essere avvolta ed intrecciata, adattandosi alle diverse dimensioni di un fisico adulto.

La sequenza degli intrecci crea attorno al corpo di chi la veste un’intessitura, in cui il bambino viene posto ed avvolto. Il corpo del neonato è sostenuto in modo ergonomico dai lembi della fascia, senza creare problemi alle sue articolazioni, ancora fragili. Altri modelli di fasce sono più strutturati, per esempio con l’aggiunta di anelli, che le rendono idonee al trasporto dei bambini più grandi. La tecnica è solo all’apparenza un po’ laboriosa, visitando https://flokbaby.it/ i filmati dimostrativi rendono l’operazione alla portata di tutti.

Gli effetti benefici

A livello fisiologico il contatto corporeo, come una coccola o una carezza, stimola la produzione dell’ossitocina. Il rilascio di questo ormone genera una sensazione di benessere e di tranquillità, l’ossitocina pare sia coinvolta nella formazione di legami affettivi stabili. Alti livelli di ossitocina riducono lo stress, l’ansia, la rabbia contrastando così gli effetti del cortisolo.

La fascia mette a contatto il corpo del neonato con quello del genitore, il bambino è posizionato in modo da appoggiare la testina proprio sul petto della mamma, può percepirne il battito cardiaco, proprio come quando era nel suo grembo. Il neonato, emotivamente sostenuto da questo contatto fisico, può affrontare più serenamente gli stimoli che l’ambiente esterno gli offre. Portare il neonato ha un effetto benefico nella sfera emotiva sia del genitore che del bambino, tanto da essere consigliata anche per bambini prematuri. La fascia, indossata dal papà, permette di costruire una relazione intima con il piccolo, di conoscersi a vicenda.

Le mamme confermano il potere calmante del portare in fascia. Riferiscono che la fascia ha un effetto benefico anche nelle situazioni in cui il neonato è nervoso oppure è infastidito dalle coliche, con il suo effetto rilassante la fascia consente al neonato di calmarsi e di addormentarsi.

Dal punto di vista strettamente pratico la fascia è comoda. In casa può essere utilizzata in tutte quelle situazioni in cui il neonato ha bisogno del contatto fisico della mamma, consentendole di cullare il piccolo e allo stesso tempo di assolvere piccoli impegni domestici. Lasciando libere le mani, consente infatti di svolgere alcune semplici attività. Fuori casa permette di portare il bambino agevolmente, senza l’ingombro del passeggino, per esempio sui mezzi pubblici oppure in presenza di barriere architettoniche. Il bambino resta al caldo, ben protetto e sicuro. La fascia può essere igienizzata facilmente con un semplice lavaggio.

Le fasce sono realizzate in materiali naturali e traspiranti, per essere utilizzate anche d’estate. Le certificazioni garantiscono l’assenza di sostanze nocive per il bambino. La qualità delle fasce la rende resistente e duratura. Quando il bambino cresce la fascia può essere conservata per il fratellino oppure donata. Con un po’ di creatività può trovare molti usi alternativi ed essere riutilizzata trasformandosi in una amaca in spiaggia, in una copertina o in un telo mare.

Redazione